LE DOMANDE PIU' INTERESSANTI E FREQUENTI RIVOLTE A PSICOTERAPEUTI
- COME PUO' UNA PERSONA CHE NON MI CONOSCE AIUTARMI A CONOSCERMI MEGLIO?
Lo psicologo, certo, non è un mago né un indovino, né fa letture della corporeità seguendo le teorie che un tempo cercavano di collegare a tratti fisici personalità distinte. Lo psicologo può conoscere solo nella misura in cui la persona si rende disponibile e desidera farsi conoscere, raccontando esperienze di vita, proprie riflessioni, blocchi, vissuti, domande, aspettative.
Ma perché poi parlare con uno psicologo sarebbe più efficace che parlare con un amico?
Sicuramente si tratta di relazioni differenti: lo psicologo usa tecniche e modi che non si utilizzano tra amici, aiuta a trovare parole e significati, condivide ed empatizza con la persona su aspetti che sono molto intimi, privati e profondi; gli amici sono dei compagni di avventure, di esperienze nuove, simpatizzano nelle situazioni come non succede in terapia.
Lo psicologo, quindi, può aiutare un paziente a conoscersi meglio solo attraverso un rapporto di collaborazione.
- LA PSICOTERAPIA….FUNZIONA?
La ricerca sull'efficacia delle psicoterapie comincia ormai a dare risultati di un certo interesse. Gli studi internazionali, svolti negli Stati Uniti e dall'Organizzazione mondiale della sanità, stanno dimostrando che il lavoro psicoterapeutico, il sostegno terapeutico alle famiglie, integrato là dove necessario con l'utilizzo delle strutture intermedie di tipo comunitario, e con un accorto impiego di farmaci, contribuisce ad evitare nuove ospedalizzazioni e ricadute dei pazienti, migliorando la qualità della vita del singolo e della sua famiglia.
Se a breve termine i risultati dell'intervento farmacologico sono analoghi a quelli della psicoterapia, nel lungo periodo, i vantaggi legati all'uso della psicoterapia nella prevenzione sono ammessi senza riserve sia da clinici che da ricercatori.
Il farmaco infatti tende a cronicizzare il paziente e ad essere più costoso, nel tempo, di ogni terapia preventiva. Ciò non toglie nulla alla necessità di utilizzare farmaci, in talune situazioni, in concomitanza con un trattamento terapeutico.
Valutazioni similari sono fatte nel trattamento delle psicosi, dei disturbi di personalità, delle nevrosi soprattutto quelle all'origine di tossicodipendenze, dove la psicoterapia si rivela quattro volte più efficace di qualsiasi farmaco.
Un valore preventivo straordinario viene poi riconosciuto a proposito dei disturbi del bambino e delle difficoltà dell'adolescente se l'intervento è messo in atto per tempo ed insieme alle famiglie.
Per queste ragioni anche in Italia è stato da poco presentato un Disegno di Legge volto a garantire a tutti i cittadini la possibilità di accedere a un servizio con la compartecipazione economica dello Stato.
- PERCHE' SCEGLIERE UNO PSICOTERAPEUTA ISCRITTO ALL'ELENCO REGIONALE E' COSI' IMPORTANTE?
Farsi "curare" un sintomo o un problema da uno psicoterapeuta o al contrario da un non psicoterapeuta fa la stessa differenza che corre, tra il farsi curare un dente da un dentista o da un odontotecnico o da un rappresentante di biancheria.
In altre parole, lo psicoterapeuta ha seguito un percorso di studi e di formazione che garantisce l'aver acquisito tecniche e competenze riconosciute; un non psicoterapeuta può fornire spunti di riflessione, può stimolare la crescita personale, ma non è curativo e può creare complicazioni anziché essere facilitante. E' importante sapere a chi ci si rivolge e per che cosa.
- CHE DIFFERENZA C'E' TRA PSICHIATRA E NEUROLOGO?
Lo psichiatra è un laureato in Medicina che ha proseguito la formazione specializzandosi in Psichiatria. Sono coloro che si occupano delle malattie della Mente, curano utilizzando la terapia farmacologia. Gli Psichiatri possono essere anche Psicoterapeuti.
Il neurologo è un laureato in Medicina che ha proseguito la formazione specializzandosi in Neurologia. Si occupa di malattie del cervello, dei nervi e dei muscoli, quindi Ictus, Sclerosi a Placche, Morbo di Parkinson, malattie Neuromuscolari, Epilessie, Diagnostica di Tumori e malattie Cerebro-vascolari.
Esistono delle patologie di confine tra le due specializzazioni: per es. Demenze e Disturbi del sonno.
Secondo l’ottica cognitiva ogni individuo si caratterizza rispetto agli altri sulla base delle caratteristiche del proprio sistema conoscitivo e degli elementi propri della sua personalità che gli conferiscono delle modalità personali di considerare se stesso, la realtà e di interagire con essa. Per il cognitivismo clinico l’uomo è un essere vivente attivamente impegnato a produrre predizioni sempre più verosimili sul suo ambiente; talvolta le previsioni risulteranno errate e verranno quindi invalidate determinando la necessità di crearne altre più verosimili, più difficilmente invalidabili.
La psicoterapia cognitiva presenta due aspetti caratteristici: la tendenza a lavorare su un problema definito e la relativa brevità. Il terapeuta e il paziente insieme evidenziano il problema e si concentrano su questo alla ricerca di una soluzione. Una volta conclusa questa fase si può decidere di far terminare la terapia o di lavorare su un nuovo problema. Il secondo aspetto è collegato al primo.Il compito dello psicoterapeuta è quindi non solo quello di riuscire a comprenderee i significati e le implicazioni delle comunicazioni verbali che il paziente sta effettuando ma anche e soprattutto il
non detto, riuscendo a far sentire all’altro il suo essere presente nella relazione.
Il terapeuta deve avere abilità tecnica nel fornire strumenti che incrementino le capacità del paziente di costruire se stesso e le proprie esperienze, neutralità rispetto ai contenuti delle scelte e dei pensieri del paziente e deve essere in grado di offrire sostegno emotivo per affrontare i passaggi più difficili e dolorosi del processo di cambiamento. |