Le domande da fare a uno psicologo

Esistono decine di domande da fare a uno psicologo, anzi direi centinaia. Tutto nasce da una buona domanda. Anche il mio lavoro si basa sui punti interrogativi. Però è giusto dare spiegazioni e approfondimenti a chi cerca informazioni sull’argomento. Ho raccolto le domande più interessanti che sono emerse nella mia esperienza professionale: spero che le risposte ti siano d’aiuto.

Perché uno psicologo può aiutarmi a conoscermi meglio?

Ecco una delle domande da fare a uno psicologo. Non siamo maghi o indovini, possiamo conoscere solo nella misura in cui la persona si rende disponibile. E desidera farsi conoscere. In che modo? Raccontando esperienze di vita, proprie riflessioni, blocchi, vissuti, domande, aspettative. Lo psicologo può aiutare un paziente a conoscersi meglio solo attraverso un rapporto di collaborazione.

Meglio parlare con uno psicologo o con un amico?

Domande da fare a uno psicologo Sono relazioni differenti: lo psicologo usa tecniche che non si utilizzano tra amici. Aiuta a trovare parole e significati, condivide ed empatizza con la persona su aspetti che sono molto intimi, privati e profondi. Gli amici sono dei compagni di avventure, di esperienze nuove, simpatizzano nelle situazioni in modo differente rispetto alla terapia.

La psicoterapia funziona?

La ricerca sull'efficacia delle psicoterapie comincia ormai a dare risultati di un certo interesse. Gli studi internazionali, svolti negli Stati Uniti e dall'Organizzazione mondiale della sanità, stanno dimostrando che il lavoro psicoterapeutico - il sostegno terapeutico alle famiglie - contribuisce ad evitare nuove ospedalizzazioni e ricadute dei pazienti.

Ovviamente questo passaggio deve essere integrato, se necessario, con strutture intermedie di tipo comunitario e con un accorto impiego di farmaci. In questo modo è possibile migliorare la qualità della vita del singolo e della sua famiglia.

Meglio i farmaci o la prevenzione?

Dipende dalle situazioni. Se a breve termine i risultati dell'intervento farmacologico sono analoghi a quelli della psicoterapia, nel lungo periodo i vantaggi legati all'uso della psicoterapia nella prevenzione sono ammessi senza riserve sia da clinici che da ricercatori. Il farmaco infatti tende a cronicizzare il paziente e ad essere più costoso, nel tempo, di ogni terapia preventiva.

Ciò non toglie nulla alla necessità di utilizzare farmaci in molte situazioni, in concomitanza con un trattamento terapeutico. Valutazioni similari sono fatte nel trattamento delle psicosi, dei disturbi di personalità, delle nevrosi soprattutto quelle all'origine di tossicodipendenze.

Qui la psicoterapia si rivela quattro volte più efficace di qualsiasi farmaco. Un valore preventivo straordinario viene poi riconosciuto a proposito dei disturbi del bambino e delle difficoltà dell'adolescente se l'intervento è messo in atto per tempo e insieme alle famiglie.

Scegliere uno psicoterapeuta iscritto all’elenco regionale è importante?

Certo, è fondamentale. Lo psicoterapeuta ha seguito un percorso di studi e di formazione che garantisce tecniche e competenze riconosciute. Una persona che non vanta questo titolo può fornire spunti di riflessione, può stimolare la crescita personale. Ma non è curativo e può creare complicazioni invece di aiutarti a risolvere un problema: nella nostra professione è importante sapere a chi ci si rivolge e per che cosa.

Che differenza c’è tra psichiatra e neurologo?

Lo psichiatra è un laureato in Medicina che ha proseguito la formazione specializzandosi in Psichiatria. Si occupa delle malattie della mente utilizzando la terapia farmacologia. Gli psichiatri possono essere anche psicoterapeuti.

Il neurologo è un laureato in Medicina che ha proseguito la formazione specializzandosi in Neurologia. Si occupa di malattie del cervello, dei nervi e dei muscoli. Quindi si occupa di Ictus, Sclerosi a Placche, Morbo di Parkinson, malattie Neuromuscolari, Epilessie, Diagnostica di Tumori e malattie cerebro-vascolari. Esistono delle patologie di confine tra le due specializzazioni: per esempio demenze e disturbi del sonno.

Il compito dello psicoterapeuta?

La psicoterapia cognitiva presenta due aspetti caratteristici: la tendenza a lavorare su un problema definito e la relativa brevità. Il terapeuta e il paziente evidenziano il problema e si concentrano su questo alla ricerca di una soluzione. Una volta conclusa questa fase si può far terminare la terapia o lavorare su un nuovo problema.

Il secondo aspetto è collegato al primo. Il compito dello psicoterapeuta è quindi non solo quello di riuscire a comprendere i significati e le implicazioni delle comunicazioni verbali che il paziente sta effettuando ma anche e soprattutto il non detto, riuscendo a far sentire all’altro il suo essere presente nella relazione. Il terapeuta deve avere abilità tecnica.

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